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Perché proporre bollicine liguri nel proprio locale

Siamo in un locale vista mare. Il tramonto è mozzafiato. I clienti sono pronti per un buon aperitivo o per cominciare la propria cena. Che siano turisti italiani, internazionali o liguri alle prese con un paio d’ore di svago, è probabile che abbiano voglia di sperimentare sapori locali. Anche in fatto di vino. È quel che emerge dall’ultimo Rapporto sul turismo enogastronomico in Italia, che conferma una sensazione empirica: il turista è sempre più alla costante ricerca di esperienze gastronomiche nel corso del viaggio.

Ecco qualche dato. Il 94% dei turisti italiani durante i suoi viaggi ha svolto esperienze gastronomiche nei ristoranti. E una parte consistente (21%, in aumento del 4% rispetto al 2019) di coloro che viaggiano scelgono la propria destinazione a seconda dell’offerta enogastronomica.

Proporre bollicine liguri nel proprio locale è dunque un’ottima leva di marketing. Lo spieghiamo in 5 motivi (e 5 etichette di sicura soddisfazione).

1) I turisti cercano prodotti locali

Il Rapporto sul turismo enogastronomico in Italia parla chiaro. Il turista ama fare esperienza dell’enogastronomia locale e del territorio in tutte le sue sfaccettature, ricercando proposte diverse e che siano legate al luogo, autentiche. Proporre in carta spumanti locali offre ai clienti di immergersi nell’essenza della Liguria, scoprendo il suo patrimonio vitivinicolo e apprezzando le peculiarità che la rendono speciale. Ciò crea un legame più forte tra il ristorante e il territorio, trasmettendo un senso di autenticità e di orgoglio locale. L’esperienza diventa più originale e unica, e permette di distinguersi dalla concorrenza.

• IL VINO – Axillo Brut (Andrea Bruzzone)
È uno spumante rifermentato in bottiglia che parla al 100% ligure. Fin dal nome (un termine ligure che di fatto non ha corrispettivo in italiano). Nelle sue sensazioni: un vino di mare, erbaceo, con un che di ammandorlato. Infine nel carattere: semplice e complesso al tempo stesso, un po’ come noi liguri. 

2) Local è sinonimo di ricerca

Proporre spumanti liguri nel proprio locale suggerisce che il ristoratore sia impegnato nella ricerca continua e nell’esplorazione delle potenzialità enologiche del territorio circostante. Dimostra che il titolare è disposto a fare l’extra miglio per offrire ai propri clienti un’esperienza enogastronomica unica e stimolante. Ed è una straordinaria opportunità di storytelling, perché le storie che si nascondono dietro l’enologia ligure meritano di essere raccontate.

• IL VINO – Frizantin (Podere Grecale)
Podere Grecale è una cantina di nicchia dell’estrema Riviera Ligure di Ponente, e questo suo rifermentato in bottiglia, da uve Vermentino, è una vera chicca. Uno spumante non convenzionale, freschissimo e sapido, che intriga fin dal primo sorso.

3) Spumanti liguri: una nicchia, ma di alta qualità

Sebbene possa essere meno conosciuta rispetto ad altre zone, la spumantistica ligure offre prodotti di alta qualità. Le piccole dimensioni delle nostre cantine garantiscono una cura quasi sartoriale per ogni bottiglia. Il terroir favorisce condizioni uniche. E la sapienza artigiana dei vignaioli fa il resto.

• IL VINO – Metodo Classico Janua (Andrea Bruzzone)
Un grande Metodo Classico ligure? Eccolo. Da uve Bianchetta (in prevalenza) e Vermentino, un vino spumante intenso e ricco di freschezza e sapidità. Unico, ma anche elegante, proprio come ci si aspetta da un Metodo Classico.

4) L’abbinamento perfetto con il cibo locale

Gli spumanti liguri si distinguono per la loro versatilità nell’abbinamento con il cibo. Grazie alla loro acidità vivace e alla loro struttura armoniosa, sono in grado di valorizzare molti piatti della cucina locale (ma anche italiana e internazionale). Le note di erbe aromatiche che li contraddistinguono si rimbalzano alla perfezione con i sapori nel piatto.

• IL VINO – Axillo Rosé (Andrea Bruzzone)
Novità 2023, la versione Rosé dell’Axillo di Andrea Bruzzone. Il sistema produttivo è lo stesso. Cambia il vitigno base, che diventa il Ciliegiolo. Se il colore, bellissimo, invita a stappare, i profumi più ampi e fruttati confermano la scelta. Uno spumante da bere a tavola, perfetto per essere abbinato a pesce, verdure e carni bianche.

5) Sostenibilità ambientale

La sostenibilità è ormai (e per fortuna) un mantra condiviso, proporre etichette locali è una scelta assolutamente condivisibile. Riducendo la distanza tra la produzione del vino e il ristorante, si riduce l’impatto ambientale del trasporto e si supportano le pratiche agricole sostenibili locali. Inoltre, come abbiamo visto, le cantine locali tendono ad utilizzare varietà di uve autoctone, adatte al territorio, che contribuiscono alla biodiversità e alla tutela dell’ambiente.

IL VINO – Giulio Federici F56 (Cantine Federici – La Baia del Sole)
Un grandissimo Metodo Classico Extra Brut, 100% Vermentino, fresco e vivace, elegante e sapido. Un’esplosione di agrumi e fiori bianchi che si mescolano a note piacevolissime di frutta tropicale. Ma non solo. Questa cantina, con sede a Luni, si caratterizza per i suoi principi di bioarchitettura, che rappresentano la volontà di ridurre l’impatto ambientale e massimizzare il risparmio energetico.




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